giovedì 7 giugno 2012

L'Aquila 2010, il miracolo che non c'è

Un filo rosso che lega tante regioni d'Italia: il terremoto. Distrugge i sacrifici di una vita, l'economia di una città, di una regione, spazza via i luoghi di aggregazione in pochi minuti. E da quel preciso istante in cui la terra trema, per molte persone la vita non sarà più la stessa. 
In occasione della chiusura dell' anno scolastico della Scuola di Giornalismo T. Terzani, in cui insegno Giornalismo di Moda, è venuta a trovarci la giornalista Sabrina Pisu, che ha presentato il suo libro: "L'Aquila 2010, il miracolo che non c'è". Un libro che racconta il piano fallito di Berlusconi e Bertolaso. E proprio nei momenti peggiori per la nostra nazione, mentre il popolo italiano tira fuori il meglio di sè in aiuti e gesti di solidarietà (come non lo è in situazioni di normalità) la criminalità organizzata, libera da ogni controllo o peggio ancora, complice di chi dovrebbe controllare, agisce indisturbata divorando anche la dignità di chi ha già perso tutto, o quasi. E via con il degrado sociale, gente che dopo anni non può ancora rientrare nelle proprie case, centri storici e patrimonio artistico distrutti e, nonostante i miliardi che giungono da ogni parte del mondo, resteranno così per molto molto tempo. Per non parlare della disoccupazione, piaga che affligge la nazione, a cui ogni terremoto dà il colpo di grazia. E ad ogni terremoto, nonostante le proteste dei cittadini e le testimonianze di indignazione, segue il terremoto peggiore, quello che arriva quando l'uomo vuole speculare sul dolore delle vittime, sulle loro case, sui loro beni. Mai come oggi questo libro è attuale (e utile), non solo per comprendere quello che ancora oggi, a distanza di tre anni da quel famoso 6 aprile sta ancora avvenendo all'Aquila, ma anche e soprattutto per evitare che i tentacoli della speculazione si insinuino anche in Emilia, dove in queste ore si sta vivendo lo stesso dramma. Il famoso filo rosso che ci lega. Speriamo si spezzi, almeno quando si comincerà a parlare di ricostruzione!


3 comments:

E' di sicuro un libro interessante

Sei sempre coincisa e precisa quando scrivi,non ti perdi in parole e frasi inutili ma vai sempre dritta alla notizia,davvero complimenti, io amo tanto questo stile di scrittura. andrea

Grazie, che onore ricevere complimenti sul mio modo di scrivere. La prima regola del giornalismo credo sia farsi leggere con facilità e soprattutto farsi comprendere dal maggior numero di persone possibile, altrimenti non fai 'informazione di massa'. Quindi, in particolare attraverso il web, credo sia importante essere precisi e concisi! Grazie Andrea :)

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