sabato 16 giugno 2012

Weekly In and Out: Shocking pink and Logo mania

IN
The hymn is to the shocking pink, color of summer 2012 and of the explosion of femininity and determination, but above all to her, the woman who made her famous, making this color full of significance: Elsa Schiaparelli.
Who know her life and her story knows what this shade of pink is almost a synonym of her real personality: strong, revolutionary by instinct, with the courage to change and bring the styles and lines that seemed preposterous in the '20s and 30s. Even her perfume named after the color that she had conceived: Shocking. "She wanted women to be themselves, dare to be feminine, fanciful, imaginative, and communicated with others their individuality and their strength brazen" (from Storia della moda XVIII-XXI secolo - Enrica Morini).
When I see or wear this color I think of her and the spirit with which she created it, her story would be too long to tell here. But the shocking pink says a lot. Just think that in 1954, before closing her Paris studio, the italian stylist wrote a brilliant autobiography named Shocking Life, indeed. This vitamin and energetic color will enlighten women in summer months, particularly in the color blocking look also coupled to red and blue. If like me you do not like exaggeration and eccentricity, even just a small Schiaparelli Pink detail will be sufficient to be IN.




L'inno è al rosa shocking, colore dell'estate 2012 e dell'esplosione di femminilità e grinta, ma è soprattutto a lei, la donna che lo ha reso celebre rendendo questo colore denso di significato: Elsa Schiapparelli.
Chi conosce la sua vita e la sua storia sa quanto questa tonalità di rosa sia quasi un vero e proprio sinonimo della sua personalità: forte, rivoluzionaria per istinto, con il coraggio di cambiare e proporre anche stili e linee che sembravano improponibili negli anni '20 e '30. Anche il suo profumo prese il nome del colore che lei aveva ideato: Shocking. "Lei voleva che le donne fossero se stesse, osassero essere femminili, fantasiose, estrose e che comunicassero agli altri la propria individualità e la propria forza sfrontata" (da Storia della moda XVIII-XXI secolo - Enrica Morini).
Quando vedo o indosso questo colore penso a lei e allo spirito con cui lo ha creato, alla sua storia che sarebbe troppo lunga da raccontare qui. Ma il rosa shocking dice già molto. Basti pensare che nel 1954, prima di chiudere il suo atelier, la stilista piemontese scrisse una brillante autobiografia dal nome Shocking Life, appunto. Questo colore vitaminico ed energico illuminerà le donne nei mesi estivi, in particolare nei look color blocking abbinato anche a rosso e azzurro.  Se come me non amate esagerazione ed eccentricità, basterà anche un piccolo dettaglio Rosa Schiapparelli per essere IN. 

Elsa Schiapparelli

Fiat 500

Benetton

Christian Dior

Christian Dior

DKNY

Estèe Lauder

Michael Kors

Sonia Rykiel




OUT
The logo mania, that is filled with printed logos on shirts, bags, belts, shoes to show off a brand synonymous with luxury and wealth, and on this way feel to belong to a particular class, to a status of being wealthy, who can afford all, or almost.
And this is the motivation that drives many people to buy a full logoed bag. And this is precisely the most out and trivial attitude: the ostentation at all costs. The exact opposite of refinement and elegance not shouting, the high quality but without to shout the brand, as always the high bourgeoisie loved. In the Couture fashion house in Paris, on late nineteenth century, small labels were sewn inside the heads, and even these were quickly removed from the customers because they were considered 'too vulgar'. The out is not the logo itself, or an accessory with logo, but the logo-mania, the desire to buy that accessory or that dress who is the attainment of a dream and finds its realization in blatant exposure of the logo. The dream that the designer wants to tell and sell, and which finds fertile ground when it corresponds to the wishes of "logomani" people, ready to do anything to get themselfs the total dress logo and, with it, to feel them stronger and their desires achieved. It does not matter if that expensive bag is in real leather or in well done plastic, if that dress is in pure silk or in nylon, what matters is that the item worn is with logo and cleary visible. This is their first rule. OUT.




La logo mania, cioè riempirsi di loghi stampati su maglie, borse, cinte, scarpe per ostentare un marchio simbolo di lusso e ricchezza, ed in questo modo sentirsi di appartenere ad una determinata categoria, ad uno status di persona benestante, che può permettersi tutto, o quasi. 
E' questa la motivazione che spinge tante persone ad acquistare una borsa completamente logata. Ed è proprio questo l'atteggiamento più out e banale che c'è: l'ostentazione a tutti i costi. L'esatto contrario della raffinatezza e dell'eleganza non urlata, la qualità altissima ma senza urlare al brand come ha sempre amato l'alta borghesia. Nelle maison di Couture parigine, sullo scorcio del XIX secolo, si cucivano piccole etichette all'interno dei capi, ed anche queste venivano prontamente rimosse dai clienti perché ritenute 'troppo volgari'. L'out non è il logo in se, o un accessorio con logo, ma la logo-mania, il desiderio di acquistare quell'accessorio o quel capo che nell' immaginario di massa rappresenta il raggiungimento di un sogno e che trova la sua realizzazione nella plateale esposizione del logo stesso. Il sogno che lo stilista vuole raccontare e vendere, e che trova terreno fertile quando corrisponde ai desideri dei logomani, pronti a tutto pur di mettersi addosso il capo total logo e con esso sentirsi realizzati e forti di quel desiderio raggiunto. E poco importa se quella costosissima borsa sia in vera pelle o in plastica ben fatta, se quell'abito sia di nylon o di pura seta, ciò che conta è che il pezzo indossato sia con logo ben visibile. E' questa la loro prima regola. OUT.

Louis Vuitton

Burberry

Gucci

Louis Vuitton

Fendi

Fendi

Guess

Louis Vuitton

Louis Vuitton

Fendi

4 comments:

I tuoi post sono anche mini lezioni di storia della moda perché si vede che sei preparata in materia e io concordo con questo in e out, il look pieno di loghi è anche cafone.Vanessa

Grazie Vanessa, si provo anche a scrivere piccole nozioni di moda, perché i trend e i fenomeni di massa si comprendono se si conoscono le origini, il periodo storico e le condizioni sociali in cui avvengono. *

XX love your style and this blog XX jane

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