martedì 17 dicembre 2013

Roberto Fioravanti: "Vi racconto il mestiere di stylist"

Cosa è uno stylist? Cosa fa realmente? Che ruolo ha nella moda? Un compito importantissimo, essenziale direi. In un settore come quello della moda in cui a comunicare sono le immagini, più che le parole, sia sui magazines che sulle passerelle, è lo stylist che fa da regista. E' lo stylist che confeziona i mood, le emozioni, i messaggi, attraverso l'accostamento degli abiti, la scelta delle modelle e delle location in cui fare lo shooting. Insegnando giornalismo di moda, mi sono accorta che c'è un po' di confusione in merito al mestiere di stylist. Inoltre è un mestiere poco diffuso. Di stylist ce ne sono relativamente pochi, e difficilmente sentiamo parlare di loro. Così ho deciso di regalarvi una intervista, di farvi conoscere un giovanissimo stylist italiano. Per i curiosi, per chi ama imparare cose nuove e per i giovani che vorranno intraprendere questo mestiere, ecco le parole di Roberto Fioravanti, classe '92, nato a Formia ma residente a Milano. Stylist e anche blogger (altra sua passione) su http://coco-chic.net .

Roberto, cosa fa di preciso uno stylist? Quanto è importante il suo ruolo nella moda e nel giornalismo?
"Lo stylist sostanzialmente racconta una storia, utilizzando gli abiti invece che le parole. Una volta scelto il tema per lo shooting il mio compito è quello di trovare gli abiti e gli accessori che si adattino alla tematica, e successivamente lavoro con il team, composto da fotografo, hairstylist e make up artist ed insieme si decide come sviluppare il servizio. Nel mondo dell'editoria di moda lo stylist ha un ruolo importantissimo: tutte le copertine dei più importanti fashion magazine, le foto di editoriali che spesso condividiamo sui social o i look del nostro cantante o attore preferito sono stati creati e sviluppati dagli stylist".

E' un lavoro impegnativo. Quali competenze e quali doti innate deve avere chi fa questo mestiere?
"Bhè sicuramente deve avere gusto, ed esso non si impara, è una cosa che si ha dentro. Poi sicuramente deve avere sempre un piano b: spesso su un set possono succedere degli imprevisti che non dipendono da noi, quindi bisogna saper porre rimedio nel minor tempo possibile. Parola d'ordine, "problem solving". Le doti che invece si possono acquisire sono la conoscenza, non solo della moda ma anche dell'arte e dello spettacolo. Bisogna avere una visione a 360° di ciò che succede nel mondo, guardare ed analizzare anche (e soprattutto) le cose che non ci piacciono, andando oltre al fatto che magari gli abiti di un film non ci piacciono, e cercare di capire in realtà quanto siano funzionali a ciò che si sta cercando di comunicare".

Come è nata per te la passione per questo lavoro? Che percorso hai fatto? E dove vuoi arrivare?
"Dico sempre che la mia passione per la moda è nata nel momento esatto in cui sono venuto al mondo. E' cresciuta, si è evoluta ed è sempre rimasta con me. Da piccolo per esempio, quando a scuola la maestra ci faceva disegnare la nostra famiglia, ricordo che rappresentavo mia mamma con scintillanti abiti da sera e mio padre in black tie. Dopo aver terminato gli studi classici mi sono trasferito a Milano ed ho incominciato a studiare fashion styling presso lo IED Moda. Il mio obiettivo per il futuro è quello di lavorare all'interno di una importante redazione italiana. Adoro giornali come Vanity Fair, Grazia e Cosmopolitan".

Lo stylist è un lavoro non molto diffuso e conosciuto. Come è la situazione italiana in questo settore? C'è spazio per i giovani talenti?
"La strada da fare è lunga per chi vuole lavorare in questo mondo. Per molto tempo la moda è stata a mio parere stantia, si è parlato di "giovani talenti" per designer over 30, che lavoravano già da diverso tempo in questo ambiente. Tuttavia, noto che negli ultimi tempi qualcosa è cambiato; basti pensare al successo che stanno ottenendo brand come MSGM, Au Jour le Jour, Fausto Puglisi, Andrea Pompilio, Stella Jean e tantissimi altri".

Hai trovato difficoltà nel percorso fatto fin'ora? Quali?
"Sono sempre stato una persona determinata e con le idee molto chiare, e grandi difficoltà non le ho mai trovate, fortunatamente. Per quanto riguarda lo styling, però, posso dire che non basta avere un diploma: bisogna fare tanta esperienza sul campo, incominciare come assistenti per capire come ci si approccia sul set, cosa si fa durante, prima e dopo uno shooting".

Con chi collabori attualmente?
"Sono free lance, quindi collaboro per diversi magazine internazionali print e per web magazine".

Uno stylist interpreta e racconta degli 'stili'. Quali sono i tre che tu preferisci?
"Romantico, moderno, colorato".

E quali sono, invece, tre aggettivi che definiscono meglio la tua figura, il tuo carattere e il tuo stile?
"Dinamico, sognatore, intraprendente".

Sogno nel cassetto...
"Non ne ho uno in particolare. Mi piace prendere tutto quello che arriva e farlo mio il più possibile".

Ecco alcuni splendidi lavori di Roberto Fioravanti. 

Roberto Fioravanti, stylist and blogger

















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